Un mese fa sono stato intervistato da un giornalista del Corriere della Sera sulla mia esperienza personale di mental coach sportivo, soprattutto riguardo al calcio, e ieri è uscito l’articolo a pagina 59 del noto quotidiano nazionale.
Leggendo l’articolo si evincono soprattutto due concetti:
Il primo è che il coaching, nonostante non se ne parli un granchè, si sta diffondendo a macchia d’olio. Oggi sono molti i calciatori (ma possiamo dire lo stesso negli altri sport) che si avvalgono di un coach. Sono felice di ciò, oltre che per ovvii motivi utilitaristici, perchè manifesta una sempre maggiore apertura mentale da parte del mondo sportivo, allo sviluppo personale e alla valorizzazione delle risorse umane.
Il secondo è che i benefici che se ne traggono sono concreti e immediati.
Aggiungo a ciò, per chiarire ulteriormente, che non si tratta di un colpo di bacchetta magica, ma di puro allenamento mentale, quindi di preparazione psicologica ed emozionale alla prestazione e alla competizione.
Il concetto di base è che un atleta che si allena e si prepara per vincere, deve poter sempre contare sulle proprie risorse e, affinchè ciò accada, deve credere in se stesso e sapere come sfruttare al meglio i propri talenti. Non sono concetti scontati… alle volte anche un grande campione, e ne abbiamo avuto svariati esempi, non riesce a mettere a frutto il proprio talento con continuità.
Spesso è proprio “la testa” il vero limite al successo di un atleta.
Leggiti l’articolo direttamente dal sito del Corriere della Sera.
Sono d’accordo e…grazie per il bellissimo seminario di ieri.
certo sono d’accordo, é importante anche credere in se stessi..
Credo che un buon allenamento mentale sia fondamentale non solo per lo sport ma per qualsiasi attività della nostra giornata.
Allenare il nostro cervello rende ogni attività più appagante e intrigante.
certo tutto nasce dalla mente e dopo dal fisico.
[…] rngaiuggere facilmente: Sorrento, Napoli, Amalfi, il Vesuvio, Positano , Ravello, le isole di Capri, Ischia, […]
Ciao Livio
consentimi una battuta…
ho letto l’articolo del corriere, da juventino ti dico…
con Iaquinta mi sa che servono le ripetizioni…
Da amante delle competizioni motoristiche devo dire che la preparazione mentale e la concentrazione sono la parte più importanza, ci va molta disciplina su se stessi e il saper tirare fuori tutte le risorse più nascoste.
P.s. Iaquinta lo vedo male come surdente!
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